Gli italiani non sono soddisfatti del livello di sostenibilità ambientale delle loro abitazioni e due connazionali su cinque pagherebbero fino al 20% in più pur di avere una casa green; ecco le tendenze del mercato immobiliare nel 2022 I nostri connazionali non sono soddisfatti del livello di sosteniblità ambientale delle loro abitazioni ma ammettono anche di non conoscere la classe energetica della propria casa. Sono questi i dati evidenziati da un’indagine condotta da Swg per Confindustria Assoimmobiliare che ha intervistato un campione rappresentativo di 1.475 persone, per poco più della metà residenti nelle 6 maggiori città metropolitane italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo) e il resto in città con più di 100.000 abitanti.

Il rapporto Gli italiani e l’abitare sostenibile mostra però un interesse molto alto, soprattutto tra i giovani dai 18 ai 34 anni ( i Millenials ) e tra chi cerca la prima abitazione, per la sostenibilità. Tra gli obiettivi irrinunciabili della propria abitazione la possibilità di ridurre i costi energetici e di riscaldamento, non solo a causa del caro energia, ma certamente per coerenza con lo stile di vita attuale in cui il rispetto dell’ambiente è fondamentale. Le risposte mostrano una perfetta fotografia del parco immobiliare italiano, perché il 71% degli intervistati dichiara di abitare in una casa costruita più di 35 anni fa, che solo in meno della metà dei casi è stato oggetto di qualche tipo di ristrutturazione. Anche le città sono al centro dell’attenzione per la sostenibilità ambientale, con gli intervistati che auspicano una migliore gestione di rifiuti, trasporti, qualità dell’aria, delle acque e degli spazi verdi cittadini. Un interesse però proattivo e non passivo, perché dal campione emerge che l’interesse a migliorare la sostenibilità ambientale della propria casa è particolarmente elevato, con al primo posto i sistemi di isolamento termico (70% del campione) e l’installazione di pannelli solari (gradita al 60% degli intervistati).

La ricerca completa di Swg è consultabile online. I trend del mercato immobiliare nel 2022.  Come sta andando il mercato immobiliare? Secondo Nomisma, che ha stilato il suo Terzo Rapporto sul Mercato Immobiliare 2021, si sta consolidando la ripresa avviata nella prima tregua concessa dalla situazione sanitaria.

Dall’estate del 2020 si è notata una risalita che ha consentito al settore di recuperare il calo dovuto al primo lockdown e di riportarsi in una fase di crescita pre-pandemia.

“Il 2022 dovrebbe pertanto confermare la crescita del 2021, anche se con una minore accelerazione – che risulta fisiologica visto che nel 2021 rientravano anche le compravendite maturate l’anno prima, ma che il Covid ha reso difficile ratificare“. Nel corso del 2022 emergeranno due nuove tendenze per il mercato immobiliare italiano: da una parte vedremo sempre più gli asset durevoli come la casa diventare bene rifugio per mettere al riparo i risparmi dall’erosione dell’inflazione, dall’altra parte le prospettive di crescita del metaverso faranno decollare l’interesse per il mercato immobiliare virtuale.

Una tendenza confermata dai numeri di Mootley Fool – società di consulenza finanziaria e di investimento privata statunitense – che registra come a fine 2021 gli scambi giornalieri nel mondo del real estate virtuale abbiano toccato i 33 milioni di dollari.

Il settore immobiliare continuerà a crescere di valore nel 2022, grazie agli effetti del Superbonus 110%; Istat mostra infatti che nell’ultimo trimestre del 2021 si è registrato un incremento dell’1,2% dei prezzi delle abitazioni rispetto al trimestre precedente e del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Analogamente si registra una crescita delle aste immobiliari: “se fino a qualche tempo fa eravamo abituati a considerarle uno strumento speculativo riservato a operatori specializzati  – con la riapertura delle procedure il numero di case che verranno aggiudicati in tribunale crescerà moltissimo e le aste diventeranno uno dei metodi di reperimento di immobili a disposizione di tutti i cittadini“.

“A cambiare saranno i criteri di ricerca degli immobili a uso ufficio; prevediamo una riduzione della superficie media e contemporaneamente una maggiore attenzione alle dotazioni tecnologiche degli spazi.

Inoltre, con molta probabilità finiranno con cambiare destinazione d’uso a favore della crescente domanda di immobili residenziali”.

Infine, nel 2022 si prevede una crescita ulteriore degli investimenti dall’estero, che nel complesso arriveranno oltre i 280 miliardi di euro. Un interesse che nasce anche dalla stagnazione dei prezzi che fanno apparire gli immobili italiani più convenienti. Trend che spingerà, per fortuna, anche la riqualificazione del nostro parco immobiliare, perché  “se prima eravamo abituati a nuove costruzioni, oggi il trend emergente è quello relativo alla rigenerazione e alla riqualificazione urbana“.